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Pasqua fili sottili e pizzi

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È appena passata Pasqua. Le feste portano con sé molta fatica ma anche questa è passata e siamo qui. Nelle due foto una è un ricordo di tempi lontanissimi,  una copertina di Mani di fata datata 1960 che ha consultato sicuramente mia mamma per farmi i primi completini ai ferri prima della mia nascita, la seconda è invece un racconto per l'infanzia che ho appena letto, una bella storia di amicizia e aiuto, infine il pizzo è il mio primo tentativo ai ferri ... ci vorrà un po' per prendere confidenza ma è un lavoro che richiede attenzione nel contare i punti per permettere il disegno traforato quindi è molto utile per dimenticarsi di ogni altro problema.

Addobbi

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Sarebbe tempo di fare l'albero con le lucine e il presepe ma quest'anno non ho voglia di festa. Sentirò il Natale solo grazie a questo albero verticale che è rimasto appeso in cucina dallo scorso anno (appesi ci sono pensieri, piccoli oggetti di lana e feltro regalati, disegni fatti assieme alla mamma, biglietti d'auguri di anni passati, biglietti dei pochi giorni passati ad aprile scorso a Ischia ed altri ricordi). Meno male che c'è almeno questo

Lavori in corso

Ho iniziato nel 2010, sono ancora qui a lottare. La guerra con questa malattia non finisce mai e si fa sempre più dura. La famiglia, quando si arriva a questi livelli, non offre molto conforto, ognuno lotta come può ed è molto più facile perdersi per sempre piuttosto che unirsi. Nonostante ciò, e per fortuna, il mio sfogo con fili trame uncinetto e tessuti continua: meno male c'è un filo a cui aggrapparsi nei momenti più bui. Sto realizzando due pannelli, uno dei due almeno spero possa essere accettato in un'opera collettiva che verrà realizzata nei primi mesi del prossimo anno. In questi giorni non potrò dedicarmici troppo ma l'idea tiene almeno occupato il cervello.

Il bottone

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Allacciami ... sono il tuo bottone "Io ti sbircio come una scacchiera di battaglia navale non so ancora dove mi affonderai segnerai una fenditura con la biro nera degli occhi e mi porterai in salvo su una terra consegnata un tema della luce senza crepe: tu m’insegni il filo la tela la presa l’abbandono tenere restare stringere essere vecchi, piccoli piccoli tacere buttarsi contatto immaginazione. Io imparo, io mi allaccio." ( Chandra Livia Candiani ) Foto presa dal web In un momento in cui sentivo il peso e la solitudine nell'accudire quotidianamente mia madre, e nello stesso tempo mi sentivo in colpa per questo sentimento, lessi alcune parole di Livia Candiani che mi diedero conforto. Non le ricordo parola per parola ma il senso era che proprio quando stai accanto a una persona con fatica,  lì sta l'amore più grande.  Mi rese più lieve quel momento e,  da allora, quando leggo di lei trovo conforto nelle sue parole.  Quella di cui parlo...

Poesia

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Mamma, le tue mani non sono più in grado di fare ciò che facevi un tempo ma il ricordo di quei gesti è lo stesso e io rivedo tutti i golfini che mi hai fatto e rivedo te come allora. Pochi sono i momenti in cui sei assorta e posso stare ad osservati ma in quei momenti passa una vita
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quest'anno, per Natale, vorrei un albero così: http://uncinettomagliaealtro.blogspot.it/2012/12/decorazioni-natalizie-uncinetto.html

telaini autocostruiti...bella idea

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Ricordi

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Mia mamma raccontava che aveva imparato a lavorare a maglia da sua nonna nella stalla: la nonna filava la lana dell'unica pecora che avevano e dopo filata con i ferri facevano perlopiù calze che servivano a mio nonno da mettere con gli scarponi, d'inverno. Ricordava anche di aver realizzato, sempre per mio nonno, la sua prima maglia (una maglia da mettere sotto i vestiti) e lui si era complimentato  perché teneva caldo; mia mamma si meravigliava di come potesse resistere a tenerla essendo di lana talmente ruvida e grezza che se la mettevi in terra,  diceva, rimaneva in piedi da sola. Evidentemente il freddo in inverno era così tanto che la ruvidezza e il prurito passavano in secondo piano. Foto presa dal web

Ritorno a casa

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Qui era la casa dei miei nonni. Qui mia mamma chiedeva insistentemente di tornare, ma in effetti quel luogo è nella sua testa, non più reale ... un ricordo che per lei è il presente. A me, a volte, accade in sogno di cercare di arrivare in un posto e non riuscirci mai. Quanta angoscia e scombussolamento deve provare per non riuscire ad arrivare dove vorrebbe ...

Barriera corallina

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Anche se spero che questa non diventi davvero l'unica barriera corallina possibile, mi sembra un'idea tra le più strane e piacevoli trovate su youtube

Inizio

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Lavoro ai ferri e alzheimer: cosa può esserci in comune? Molto da quando mi sono accorta che questa attività aiuta me e mia madre, colpita da questa malattia, a trovare un filo comune che unisce.  Non sono brava con i ferri e l'uncinetto l'ho praticato tempo fa.. poi richiuso nel cassetto di un armadio.   All'inizio non ero entusiasta all'idea di riprendere interesse per lane e cotoni, sono quelle cose iniziate con sforzo  che diventano piacevoli solo in un secondo momento ma era l'unica cosa che ci permetteva, all'inizio della sua malattia, di stare assieme sedute sul divano; non potevo leggere, anche se a me piace molto, perché a mia madre non è mai piaciuto che leggessi  (diceva che era una perdita di tempo) e anche se la malattia era iniziata e non brontolava più a parole, se leggevo si agitava; così ho iniziato a riprendere in mano l'uncinetto mentre lei lavorava a ferri. Questo blog vuole essere un pò diario, un pò contenitore: a beneficio mio e di ...